In qualche modo le rughe rivelano la nostra storia e la nostra personalità che risulta così iscritta nei nostri tratti, come una mappa del tesoro. Come chi vuole leggere il destino interpretando le linee sul palmo della mano, è praticamente possibile leggere la vita tracciata dal tempo sui nostri volti. Sì può quindi quasi leggere il passato e forse interpretare il modo di affrontare il futuro in una strana arte divinatoria, che forse altro non è che capacità di guardare l’altro davvero e tentare di interpretare le sue emozioni. Solchi, segni, espressioni che ci rappresentano e che rivelano di noi anche il modo in cui affrontiamo l’esistenza. Anche solo l’orientamento delle odiate rughe rivela il nostro carattere: quelle associate a rabbia e disappunto sono in genere verticali mentre quelle orizzontali suggeriscono un’abitudine al sorriso, alle espressioni di gioia e incorniciano volti ridenti e sorpresi. Il loro aspetto in qualche modo è più piacevole, a confermare che ‘non tutte le rughe sono state create uguali’. Bisogna però precisare che le rughe si distinguono in rughe di espressione o dinamiche e rughe statiche; le prime sono quelle che compaiono nel momento in cui assumiamo un’espressione (es. sorridiamo) e che seguono la mimica facciale, ma che scompaiono al cambiare dell’espressione. La ruga profonda, invece, è quella che si nota come un solco profondo anche quando il viso è perfettamente rilassato e serio ed è quella legata sia all’invecchiamento cronologico che solare e che è oggetto della richiesta di trattamento. Se non possiamo evitarle quindi, almeno possiamo scegliere quelle che ci penalizzano meno. Introversi, pensatori e intellettuali avranno più spesso una accentuazione delle rughe glabellari e della fronte. Sono spesso persone stressate, più concentrate sugli aspetti negativi dell’esistenza, soggetti a pressioni esterne a cui reagiscono con una eccessiva severità verso se stessi. Le rughe frontali, parallele alla linea delle sopracciglia, vengono attribuite a personalità con tratti costanti di preoccupazione mentre quelle glabellari cioè verticali, sono responsabili dei solchi che si formano a partire dalla radice del naso. Quando sono due parallele, in mezzo alla fronte, sono definite “rughe del pensiero”, mentre un’unica ruga verticale al centro viene chiamata “ruga del comando”, a indicare l’ambizione di chi la porta, come se indicasse la concentrazione verso un unico obiettivo del soggetto che la mostra. Le rughe della fronte sono anche state associate a soggetti alla ricerca di sensazioni forti, avventurosi e amanti della vita all’aria aperta. Una vita ‘outdoor’ per la quale hanno poche accortezze: basterebbe indossare occhiali da sole per evitare di strizzare gli occhi e aggrottare la fronte, oltre ad applicare regolarmente filtri solari fuori e alimenti antiossidanti e acqua per l’interno. Zampe di gallina? Sarebbero una caratteristica di individui curiosi, attenti ai dettagli e perfezionisti. La prevenzione dei segni intorno agli occhi passa anche attraverso l’uso di occhiali da vista per evitare di strizzare gli occhi continuamente nel tentativo di mettere a fuoco. Gli ansiosi saranno più spesso imbronciati, meno pronti a sorrisi improvvisi e vedranno probabilmente comparire rughe naso-geniene e intorno alla bocca, complice anche l’abitudine al fumo in cui la nicotina è usata come ansiolitico. Intorno alla bocca le rughe non sono inevitabili: non fumare ne evita la maggior parte, mentre baciare spesso rappresenta una efficace  ginnastica facciale. Idratazione e l’applicazione di prodotti a base di vitamina C aiutano a stimolare la produzione di prezioso collagene. Il resto lo farà un buon filtro solare da applicare sempre al contorno labbra (si, anche le labbra possono subire scottature). Le rughe verticali intorno alla bocca sono anche chiamate, in modo molto evocativo, “codice a barre” sono tipiche delle persone abituate a tenere la sigaretta in mezzo alle labbra e originano quindi dall’azione costante e l’usura del derma dovuta al muscolo buccinatore introno alla bocca.  Le “smoking lines”, sono più accentuate da un lato o dall’altro del volto, a seconda di dove si tiene la sigaretta. Ma in alcuni casi appaiono anche in soggetti non fumatori indicando dal punto di vista psichico la mancanza di libertà di espressione, mentre quelle orizzontali che si creano sotto le labbra sarebbero più frequenti nelle persone che si frenano spesso dall’esprimere quello che provano. Mentre le rughe naso-labiali sono quelle tipiche di chi sorride molto e ha un atteggiamento ottimista nei confronti della vita. Spesso riempite perché accusate di invecchiare eccessivamente sono quelle che però parlano della nostra estroversione. Mentre le linee verticali che attraversano il naso dalla radice si formano dopo prolungati sforzi creati da rabbia o stress e rivelano una tensione costante. Le linee sulle guance possono essere linee sottili, come lievi ragnatele  o rughe, “sleeping lines” create dal sonno.  Sì originano dalle tensione dei muscoli di bocca, collo e occhi e per questo sono spia di una forte stress, tipiche quindi nelle persone che subiscono incomprensioni, e frustrazioni se vogliamo guardare ad una ipotesi psicosomatica. Ci sono poi collane che nessuno vorrebbe indossare e che in alcuni sono invece presenti in modo permanente: quelle rughe del collo chiamate “collana di Venere” e segno di grande passionalità.  Raccontano un atteggiamento di desiderio e più sono marcate, maggiore è la carica sessuale che indicano, almeno secondo la medicina cinese. In altri casi sono dovute ad una pelle molto sottile che sì stressa facilmente, alla cattiva postura durante il sonno e ad un cuscino troppo alto. Le nostre nonne consigliavano infatti cuscini sottili e federe di raso o seta per prevenirle, anche se molte hanno una origine genetica. Il trucco per rallentarne la comparsa è un surplus di idratazione e nutrimento in un distretto spesso trascurato dallo skin care quotidiano. Per queste i trattamenti sono a base di sostanze ristrutturanti e rivitalizzanti come i filler associati a cocktail di vitamine e antiossidanti o a trattamenti locali periodici come le onde d’urto che stimolano la produzione di proteine di sostegno. Per tutte le rughe un denominatore comune: la perdita di proteina collagene la cui quantità diminuisce dell’1% per ogni candelina spenta già a partire dai 20 anni. Se nei primi anni la perdita non è tale da determinare effetti visibili, con il passare del tempo la cute diventa più fragile e sottile e tende a cadere creando solchi sulla superficie.

Rughe in agguato e perdita di collagene per chi dorme su un fianco con il volto che affonda nel cuscino. Lo aveva già confermato uno studio pubblicato su Aesthetic Surgery Journal: la compressione, la tensione e il peso applicato al viso durante il sonno può provocare le rughe. Sono state descritte per la prima volta nel 1987 in uno studio del dermatologo californiano Samuel J. Stegmann che le ha distinte da quelle dovute a solo fumo o contrazione di fasce muscolari (le cosiddette ‘rughe dinamiche’). Nonostante le opzioni terapeutiche siano più limitate rispetto alle rughe di espressione i filler sono il ‘gold standard’ per liberarsene, con un vantaggio in termini di stimolo della produzione di fibroblasti e neocollagenesi. Obiettivo: far sì che il sonno torni ad essere un ‘trattamento di bellezza’ per la nostra pelle. “L’aspetto di chi ha il problema di una postura che predilige lo sfregamento del volto sui tessuti durante la notte è quello di rughe che compaiono solo da un lato e non da quello opposto in maniera un po’ disordinata e asimmetrica. Ma anche che compaiono nella parte alta del viso e non quella bassa o viceversa. L’obiettivo è quindi quello di ricreare una armonia del volto con correzioni a base di filler dermici e riassorbibili” – rivela il Dottor Savì – “Uno dei più apprezzati per le sue caratteristiche è quello a base di idrossiapatite di calcio dalla consistenza estremamente elastica e la possibilità di essere più o meno riempitivo a seconda del livello di diluizione. Amato anche per la sua dimostrata capacità bioristrutturante: appena iniettato infatti inizia a favorire un processo di attivazione delle fibre di collagene ed elastina. Il vantaggio è quindi doppio: immediato per il riempimento e curativo a medio termine in modo che se usato in maniera costante e continuativa determina l’effetto di necessitare di ritocchi meno frequenti e di rallentare l’invecchiamento cutaneo”.

Perdita densità e cattiva postura: le cause

Le cosiddette ‘rughe da cuscino’ si formano quando il volto preme per molte ore su una superficie. Linee che tendono a peggiorare nel tempo a causa di due fattori combinati: la ripetizione dello stimolo negativo e perdita di densità ed elasticità cutanea dovuta all’età. Ovviamente le rughe sono influenzate dalla quantità di tempo che manteniamo quella posizione. E proprio quella laterale è la postura notturna più frequente (dorme sul fianco il 65% delle persone, supina il 25% e a pancia in giù il 10%) a cui si aggiungono circa 20 cambi di posizione a notte.

Cuscino seconda causa di rughe dopo il sole

“Purtroppo le pieghe che la stoffa del cuscino imprime sul volto non sempre scompaiono. E’ noto infatti agli specialisti che proprio la pressione sul cuscino sia la seconda causa di comparsa delle rughe dopo l’esposizione alla luce solare” spiega il Dottor Ippolito SavìMedico Estetico. “D’altro canto trascorriamo circa 2500 ore dormendo, tempo in cui il nostro volto è sottoposto ad una forma di stress meccanico. Le rughe di espressione e quelle ‘da cuscino’ sono due entità differenti per causa, posizione ed anatomia. La buona notizia è che le rughe si possono prevenire o si può evitare che diventino permanenti. Si formano quando si genera un attrito eccessivo tra pelle e biancheria del letto di cotone o flanella”.

Le rughe che si prevengono con il tessuto giusto

L’ideale quindi è sostituire con federe di raso o seta su cui la pelle scivola e non genera attrito. Il secondo consiglio, ma più difficile da mettere in pratica, è quello di cambiare la posizione dominante, prediligendo quella supina. Risultato che si può ottenere con particolari cuscini dalle forme che permettono di mantenere la posizione.  Anche l’uso di creme nutrienti da notte a base di retinolo può aiutare a rimandare i danni permanenti ma non a fermare il processo.

Colpa della perdita di collagene

“Il problema sta nella progressiva perdita di collagene, quella proteina che funziona come impalcatura e riempimento: quando diminuisce si possono evidenziare linee diagonali sulle guance e sulla parte inferiore del volto e solchi sulla fronte. Alla quale si aggiunge una ‘tensione ripetitiva a lungo termine’ che spinge o tira la pelle in direzione perpendicolare rispetto ai muscoli del viso” prosegue Savì.  “Per fortuna oggi sappiamo che iniezioni di acido ialuronico e tossina botulinica sono in grado di determinare veri e propri cambiamenti biochimici a favore delle strutture epidermiche, cutanee e di matrice. L’uso di acido ialuronico ad esempio provoca una tensione di cute e derma, che attiva vie di segnalazione che attivano la produzione di nuovo collagene. In modo analogo la tossina botulinica agisce a lungo termine non solo con la tradizionale azione sulle fibre muscolari ma migliorando l’elasticità cutanea.